Statistiche relative al metodo agile e alle retrospettive: 178 dati, ciascuno collegato alla propria fonte primaria
178 dati relativi ad Agile, Scrum, retrospettive, benessere del team e statistiche sulle riunioni. Ciascuno di essi è costituito da una singola frase che riporta l’anno di riferimento, il campione e un link alla fonte primaria da cui proviene.
L’83% delle organizzazioni organizza sessioni di retrospettiva, secondo solo alle riunioni quotidiane in piedi (87%), e i team che dichiarano di essere pienamente d’accordo sul fatto di organizzarle registrano un livello di reattività superiore del 24% e una qualità superiore del 42% rispetto ai team che non lo fanno. Queste due cifre provengono da studi diversi, distanziati di un decennio l’uno dall’altro, ed entrambe vengono citate costantemente senza specificare le condizioni che ne determinano la validità. Questa pagina riporta tali condizioni.
È stato redatto per chi ha bisogno di un dato per un post sul blog, un articolo, una presentazione o un modello, e deve assicurarsi che tale dato superi una verifica dei fatti. Ogni dato statistico riportato di seguito è costituito da una singola frase che riporta l’anno di riferimento e la fonte, con un link al documento che lo ha pubblicato anziché a un’altra raccolta. Laddove un dato famoso si sia rivelato non rintracciabile, lo segnaliamo apertamente anziché riportarlo.
Ultimo aggiornamento: settembre 2026. 178 dati statistici, ciascuno ricavato dalla fonte primaria il 21 settembre 2026.
In questa guida
- Dati statistici salienti
- Retrospettive di sprint e miglioramento continuo
- Benessere, coinvolgimento e sicurezza psicologica del team
- Le riunioni e il costo della collaborazione
- Team remoti, ibridi e asincroni
- Adozione e scalabilità dei metodi agili
- Risultati dei metodi agili e tassi di insuccesso
- Scrum
- Kanban e flusso
- Produttività degli sviluppatori, DevOps e DORA
- Agile oltre il software
- Panoramica degli strumenti Agile
- Carriere come Scrum Master e Agile Coach
- Quello che abbiamo visto
- Come abbiamo redatto questo documento
- Cita questo
- Continua a leggere
- Domande frequenti
Dati statistici salienti
Le dodici cifre riportate di seguito sono quelle che con maggiore probabilità possono essere utilizzate singolarmente. Ciascuna di esse costituisce una frase completa, pertanto può essere riportata così com’è, e ciascuna rimanda alla sezione in cui sono riportati gli altri dati di quello studio.
- L’83% delle organizzazioni svolge retrospettive, secondo solo allo standup quotidiano (87%), secondo il 15° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2021). Si veda retrospettive di sprint e miglioramento continuo.
- I team che dichiarano di essere pienamente d’accordo sul fatto di svolgere retrospettive di sprint mostrano una reattività superiore del 24% e una qualità superiore del 42%, con una minore variabilità, su oltre 160.000 progetti e 50.000 team agili, secondo The Impact of Agile. Quantified. (CA Technologies, dati dal 2014 al 2015, pubblicati da Broadcom). Si veda retrospettive di sprint e miglioramento continuo.
- Il 20% dei dipendenti in tutto il mondo è coinvolto sul lavoro, mentre il 64% non lo è e il 16% è attivamente disimpegnato, secondo il rapporto State of the Global Workplace 2026 (Gallup, dati del 2025). Si veda salute del team, coinvolgimento e sicurezza psicologica.
- Le unità aziendali che si collocano nel quartile superiore in termini di coinvolgimento sono più redditizie del 23% rispetto a quelle del quartile inferiore, su un campione di 183.806 unità aziendali e 3.354.784 dipendenti, secondo la meta-analisi Q12, 11ª edizione (Gallup, 2024). Si veda salute del team, coinvolgimento e sicurezza psicologica.
- I dipendenti partecipano in media a 17,7 riunioni alla settimana, per un totale di 18 ore, e affermano che circa il 30% di esse avrebbe potuto essere evitato, secondo Il costo della partecipazione a riunioni non necessarie (Steven G. Rogelberg, UNC Charlotte, in collaborazione con Otter.ai, 2022). Si veda Le riunioni e il costo della collaborazione.
- Le riunioni superflue costano circa 25.000 dollari all’anno per dipendente, pari a circa il 31% di una spesa annua per le riunioni di circa 80.000 dollari per professionista, secondo The Cost of Unnecessary Meeting Attendance (Rogelberg con Otter.ai, 2022). Si veda Le riunioni e il costo della collaborazione.
- I dipendenti subiscono 275 interruzioni al giorno, circa una ogni due minuti durante l’orario di lavoro principale, causate da una riunione, un’e-mail o una chat, secondo Analisi della giornata lavorativa infinita (Microsoft, 2025). Si veda Le riunioni e il costo della collaborazione.
- Il 63% dei lavoratori a tempo pieno negli Stati Uniti lavora esclusivamente in ufficio, il 28% in modalità ibrida e il 9% esclusivamente da remoto, secondo State of Hybrid Work 2025 (Owl Labs, 2.000 lavoratori statunitensi). Si vedano i team in remoto, ibridi e asincroni.
- Il 71% dei professionisti utilizza l’agile nel proprio ciclo di vita dello sviluppo software, mentre solo il 13% afferma che tale approccio sia profondamente radicato in tutte le funzioni aziendali e tecnologiche, secondo il 17° rapporto sullo stato dell’agile (Digital.ai, 2023) e il 18° rapporto sullo stato dell’agile (Digital.ai, 2025). Si veda adozione e scalabilità dell’agile.
- Il 63% degli utenti agile utilizza Scrum e il 61% delle organizzazioni utilizza Kanban, secondo il 17° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2023) e il 15° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2021). Si vedano Scrum e Kanban e flusso.
- L’84% degli sviluppatori utilizza strumenti di intelligenza artificiale e il 51% degli sviluppatori professionisti li utilizza quotidianamente, su un campione di oltre 49.000 intervistati in 177 paesi, secondo il Sondaggio sugli sviluppatori 2025 (Stack Overflow). Si veda produttività degli sviluppatori, DevOps e DORA.
- Le culture organizzative generative sono correlate a un aumento del 30% delle prestazioni organizzative, secondo il rapporto “Accelerate State of DevOps 2023” (Google Cloud e DORA). Si veda benessere del team, coinvolgimento e sicurezza psicologica.
Retrospettive di sprint e miglioramento continuo
Le retrospettive rappresentano una delle poche pratiche agili a poter contare sia su dati di ampia diffusione sia su un ampio studio misurato sulle prestazioni. I dati relativi all’adozione provengono dall’indagine annuale “State of Agile” condotta da Digital.ai. I dati sulle prestazioni provengono da un unico set di dati creato da CA Technologies sulla base della telemetria dei prodotti di Rally Software. Entrambi sono ampiamente citati e entrambi sono stati oggetto di numerose interpretazioni distorte; pertanto, in questa sezione ciascuno di essi viene riportato con l’indicazione delle relative condizioni.
La statistica retrospettiva più citata, riportata correttamente
L’affermazione che circola secondo cui «i team che svolgono retrospettive di sprint periodiche hanno una reattività superiore del 24% e una qualità superiore del 42%» è vera, ma la fonte non utilizza il termine «periodiche». Ecco cosa afferma:
I team che concordano pienamente sul fatto di svolgere retrospettive di sprint presentano un livello di reattività superiore del 24% e una qualità superiore del 42%, con una minore variabilità.
Il requisito consiste in un forte consenso auto-dichiarato su una scala da 1 a 5, il che rappresenta un requisito più restrittivo e impegnativo rispetto allo svolgimento di retrospettive con una certa regolarità. Il gruppo di riferimento è costituito da tutti i team che si collocano al di sotto di tale valore sulla stessa scala.
- Secondo The Impact of Agile. Quantified. (CA Technologies, dati dal 2014 al 2015, pubblicati da Broadcom), i team che dichiarano di essere pienamente d’accordo sul fatto di svolgere retrospettive di sprint presentano un livello di reattività superiore del 24% e una qualità superiore del 42%, con una minore variabilità.
- Secondo quanto riportato nello stesso rapporto, le retrospettive efficaci determinano un aumento del 20% delle prestazioni complessive dei team rispetto a quelle dei team che non le conducono, come indicato in The Impact of Agile. Quantified. (Broadcom).
- L’indice di performance alla base di tali dati si articola in quattro dimensioni: reattività (tempo di elaborazione), qualità (densità dei difetti), produttività (produttività per membro del team) e prevedibilità (variabilità della produttività), secondo The Impact of Agile. Quantified. (Broadcom), che ha elaborato l’indice in collaborazione con il Software Engineering Institute della Carnegie Mellon.
- I punteggi dell’indice aumentano in tutte e quattro le dimensioni man mano che i team passano da “assolutamente in disaccordo” a “assolutamente d’accordo” sul fatto di svolgere retrospettive di sprint, il che rende il beneficio dose-dipendente anziché binario, come illustrato nel grafico “Relazione tra retrospettiva di sprint e prestazioni” in The Impact of Agile. Quantified. (edizione CA Technologies).
Quanti team organizzano delle retrospettive?
- L’83% delle organizzazioni svolge sessioni di retrospettiva, la seconda pratica agile più diffusa dopo lo stand-up quotidiano, secondo il 15° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2021), basato su 4.182 risposte e 1.382 questionari completi raccolti tra febbraio e aprile 2021.
- Secondo il 15° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2021), le retrospettive registrano un’adozione dell’83%, inferiore a quella degli stand-up quotidiani (87%); sono allo stesso livello della pianificazione degli sprint (83%) e superano quella delle retrospettive di sprint (81%).
- L’adozione retrospettiva è rimasta “relativamente costante” nel corso delle 15 edizioni annuali del sondaggio “State of Agile”, mentre le metodologie hanno subito continui cambiamenti: l’XP, in particolare, è scesa da quasi un quarto degli intervistati a meno dell’1%, secondo il 15° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2021).
Le retrospettive come fonte di dati per il miglioramento
- Secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025), il 64% delle organizzazioni utilizza le informazioni ricavate dalle retrospettive o dalle revisioni interne dei team come fonte di dati sulle prestazioni agili.
- Il 26% fa ampio ricorso alle retrospettive e alle revisioni di gruppo per ottenere informazioni sull’agile, più che alla maggior parte degli strumenti, secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025).
- Il 60% ricorre a valutazioni o analisi dello stato di salute in ambito agile condotte da team interni o da partner esterni, secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025).
- Secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025), il 44% delle aziende continua ad affidarsi a fogli di calcolo e rapporti sullo stato di avanzamento per ottenere metà o più delle proprie informazioni relative all’agile.
- Il 67% concorda sul fatto che la propria organizzazione utilizzi i dati per promuovere il miglioramento continuo, il che significa che un terzo non lo fa, secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025).
L’intelligenza artificiale nel ciclo di miglioramento
- Il 77% dei team agili che utilizzano l’intelligenza artificiale (IA) la impiega per risparmiare tempo o ridurre il lavoro manuale; l’esempio citato nel rapporto riguarda la sintesi delle retrospettive di sprint, secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025), su un campione di N=294 utenti di IA.
- Secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025), il 12% delle organizzazioni che hanno adottato l’IA agentica utilizza gli agenti per facilitare le retrospettive o le revisioni degli sprint, su un campione di N=83.
- Secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025), il 23% delle aziende che hanno adottato l’IA agenziale utilizza gli agenti per fornire coaching o feedback al team, su un campione di N=83.
Quando i lavori di ristrutturazione subiscono una battuta d’arresto
- Secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025), il 53% ha difficoltà a stabilire le giuste priorità nelle attività di miglioramento, il 52% a monitorarne l’impatto sul business e il 35% a misurare in modo equo le prestazioni del team.
- Il 63% nutre fiducia nelle metriche utilizzate per valutare le prestazioni del team, mentre il 21% dichiara di non riuscire affatto a riporre fiducia nei propri dati, secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025).
Salute, coinvolgimento e sicurezza psicologica del team
Il coinvolgimento è il dato più spesso riportato in questa pagina e quello citato più frequentemente con riferimento all’edizione errata. Il dato attuale di Gallup è pari al 20%, tratto dai dati del 2025 pubblicati nell’edizione del 2026; le cifre del 21% e dei 438 miliardi di dollari che continuano a essere ripubblicate appartengono all’edizione precedente. La meta-analisi Q12 costituisce ancora una volta un lavoro a sé stante ed è quella da citare quando qualcuno chiede quale sia il valore effettivo della salute di una squadra.
Coinvolgimento e benessere a livello mondiale
- Secondo il rapporto State of the Global Workplace 2026 (Gallup), basato su 263.810 intervistati, di cui 141.444 occupati, intervistati tra gennaio e dicembre 2025, il 20% dei dipendenti a livello mondiale è motivato sul lavoro.
- Secondo il rapporto State of the Global Workplace 2026 (Gallup), il 64% dei dipendenti non è coinvolto e il 16% è attivamente disimpegnato.
- Il 22% dei dirigenti è coinvolto, contro il 19% dei collaboratori individuali, secondo State of the Global Workplace 2026 (Gallup).
- Secondo lo studio State of the Global Workplace (Gallup, edizione 2026), il livello di coinvolgimento dei manager è sceso di nove punti rispetto al 2022, attestandosi al 22%.
- Il 79% dei dirigenti delle organizzazioni che adottano le migliori pratiche secondo Gallup risulta coinvolto, contro il 22% a livello globale, secondo State of the Global Workplace (Gallup, edizione 2026).
- Si stima che il basso livello di coinvolgimento costi all’economia mondiale 10.000 miliardi di dollari all’anno, pari a circa il 9% del PIL globale, secondo State of the Global Workplace (Gallup, edizione 2026).
- Secondo il rapporto State of the Global Workplace 2026 (Gallup), il 34% dei dipendenti a livello globale sta vivendo un periodo positivo, il 56% sta attraversando un momento difficile e il 9% sta soffrendo.
- Secondo il rapporto State of the Global Workplace 2026 (Gallup), il 40% dei dipendenti ha sperimentato un livello elevato di stress il giorno precedente.
- Secondo il rapporto State of the Global Workplace 2026 (Gallup), il 22% dei dipendenti ha provato un forte senso di solitudine il giorno precedente, il 23% ha provato tristezza e il 22% ha provato rabbia.
- Il 52% dei dipendenti ritiene che questo sia un buon momento per cercare un nuovo lavoro, il che rappresenta un rischio costante di abbandono per i team che trascurano il benessere dei propri collaboratori, secondo State of the Global Workplace 2026 (Gallup).
Qual è il valore dell’impegno?
La meta-analisi Q12 di Gallup costituisce la più ampia base di dati riportata in questa pagina: 736 studi relativi a 347 organizzazioni, 183.806 unità aziendali, 3.354.784 dipendenti, 53 settori industriali e 90 paesi. Ogni dato riportato di seguito rappresenta la differenza mediana tra le unità aziendali del quartile superiore e quelle del quartile inferiore, non un confronto «prima e dopo».
- Secondo la meta-analisi Q12, 11ª edizione (Gallup, 2024), le unità aziendali che si collocano nel quartile superiore in termini di coinvolgimento registrano una redditività superiore del 23% rispetto a quelle del quartile inferiore.
- Secondo la meta-analisi Q12, 11ª edizione (Gallup, 2024), i team con livelli di coinvolgimento nel quartile superiore registrano un tasso di assenteismo inferiore del 78% rispetto a quelli nel quartile inferiore.
- Secondo la meta-analisi Q12, 11ª edizione (Gallup, 2024), i team motivati registrano un tasso di turnover inferiore del 21% nelle organizzazioni con un elevato tasso di turnover e del 51% in quelle con un basso tasso di turnover.
- Secondo la meta-analisi Q12, 11ª edizione (Gallup, 2024), i team altamente coinvolti registrano il 63% in meno di incidenti relativi alla sicurezza e il 58% in meno di incidenti relativi alla sicurezza dei pazienti.
- I team altamente coinvolti presentano il 32% in meno di difetti di qualità, secondo la meta-analisi Q12, 11ª edizione (Gallup, 2024).
- I team motivati risultano più produttivi del 18% in termini di vendite e del 14% in termini di produzione, secondo la meta-analisi Q12, 11ª edizione (Gallup, 2024).
- Il benessere presenta il divario di coinvolgimento più ampio rilevato da Gallup, con una differenza mediana del 70% tra i team del quartile superiore e quelli del quartile inferiore, secondo la meta-analisi Q12, 11ª edizione (Gallup, 2024).
- I team coinvolti mostrano inoltre un aumento del 22% nella cittadinanza organizzativa, un incremento del 10% nella fedeltà dei clienti e una riduzione del 28% delle perdite di magazzino, secondo la meta-analisi Q12, 11ª edizione (Gallup, 2024).
- Secondo la meta-analisi Q12, 11ª edizione (Gallup, 2024), le unità aziendali che si collocano nella metà superiore della classifica in termini di coinvolgimento hanno probabilità di successo più che doppie rispetto a quelle della metà inferiore.
La sicurezza psicologica e le modalità di svolgimento delle riunioni
Questi tre dati provengono da un caso di studio inserito in un’indagine più ampia condotta su quasi 200 dirigenti di alto livello; pertanto, li consideri come il risultato di un singolo intervento piuttosto che come una stima a livello di popolazione. Rappresentano quanto di più vicino si possa trovare nella letteratura scientifica a un nesso quantificabile tra il cambiamento delle modalità di riunione di un team e il grado di sicurezza con cui le persone si sentono di esprimersi apertamente.
- Il 32% è l’aumento del senso di sicurezza psicologica nel far sentire la propria voce che i dipendenti hanno segnalato tre mesi dopo che un’azienda ha riprogettato le modalità di svolgimento delle riunioni, secondo Stop the Meeting Madness (Perlow, Hadley e Eun, Harvard Business Review, 2017).
- Il 42% rappresenta l’incremento della percezione della collaborazione all’interno del team derivante dalla stessa riorganizzazione delle riunioni, insieme a un aumento del 28% delle prestazioni del team, secondo Stop the Meeting Madness (Harvard Business Review, 2017).
- Secondo Stop the Meeting Madness (Harvard Business Review, 2017), la soddisfazione riguardo all’equilibrio tra vita lavorativa e vita privata è aumentata dal 62% al 92% a seguito dello stesso intervento.
Cultura e prestazioni
- Secondo il rapporto “Accelerate State of DevOps 2023” (Google Cloud e DORA), le culture organizzative generative sono associate a un aumento del 30% delle prestazioni organizzative.
- I team che danno priorità alle esigenze degli utenti ottengono prestazioni organizzative superiori del 40%, secondo il rapporto “Accelerate State of DevOps 2023” (Google Cloud e DORA).
Le riunioni e i costi della collaborazione
Se sta preparando un’argomentazione a sostegno di un cambiamento nelle modalità di svolgimento delle riunioni di un team, questa è la sezione più densa della pagina. Lo studio sui costi delle riunioni, spesso attribuito a Otter.ai, è stato ideato e analizzato da Steven G. Rogelberg dell’UNC Charlotte, e attribuirlo al ricercatore è sia più accurato che più utile in una nota a piè di pagina. I dati di Microsoft provengono dalla telemetria dei prodotti piuttosto che da un sondaggio, il che li rende un tipo diverso di prova: di ampia portata, molto specifici e limitati alle organizzazioni che utilizzano Microsoft 365.
Quante riunioni ci sono e quante di esse sono superflue?
- Secondo “The Cost of Unnecessary Meeting Attendance” (Steven G. Rogelberg, UNC Charlotte, in collaborazione con Otter.ai, 2022), lo studio si basa su un campione di 632 dipendenti statunitensi operanti in oltre 20 settori diversi, con una settimana lavorativa mediana di 50 ore.
- Secondo The Cost of Unnecessary Meeting Attendance (Rogelberg con Otter.ai, 2022), circa il 30% delle riunioni a cui partecipano i dipendenti avrebbe potuto essere evitato se fossero stati tenuti informati in altro modo.
- 5,3 riunioni a settimana, pari a 5,7 ore, avrebbero potuto essere saltate, mentre solo 11,8 erano di fondamentale importanza, secondo The Cost of Unnecessary Meeting Attendance (Rogelberg con Otter.ai, 2022).
- I dipendenti non dirigenti dedicano 13,7 ore alla settimana alle riunioni, mentre i dirigenti con quattro o più collaboratori diretti ne dedicano 22,2, secondo The Cost of Unnecessary Meeting Attendance (Rogelberg con Otter.ai, 2022).
- Secondo Stop the Meeting Madness (Perlow, Hadley e Eun, Harvard Business Review, 2017), i dirigenti dedicano quasi 23 ore alla settimana alle riunioni, rispetto alle meno di 10 ore degli anni ’60.
Quanto costano le riunioni superflue
- 25.000 dollari all’anno per dipendente: è quanto le organizzazioni spendono per riunioni che i dipendenti hanno giudicato superflue, pari a circa il 31% di una spesa annua per riunioni di circa 80.000 dollari per professionista, secondo The Cost of Unnecessary Meeting Attendance (Rogelberg con Otter.ai, 2022).
- Eliminare le riunioni superflue consentirebbe a un’azienda con 100 dipendenti di risparmiare quasi 2,5 milioni di dollari all’anno e a un’azienda con 5.000 dipendenti di risparmiare oltre 100 milioni di dollari, secondo The Cost of Unnecessary Meeting Attendance (Rogelberg con Otter.ai, 2022).
Perché le persone ci vanno comunque
- Secondo The Cost of Unnecessary Meeting Attendance (Rogelberg con Otter.ai, 2022), i dipendenti accettano l’83% degli inviti alle riunioni, desiderano rifiutarne il 31% e ne rifiutano effettivamente solo il 14%.
- Nelle riunioni che ritengono superflue, i dipendenti dedicano il 70% del tempo a svolgere più attività contemporaneamente e il 45% con video o audio disattivati, secondo The Cost of Unnecessary Meeting Attendance (Rogelberg con Otter.ai, 2022).
- Il 53% dei dipendenti ritiene di dover partecipare alle riunioni a cui viene invitato, anche quando tali riunioni non sono fondamentali per l’ordine del giorno, secondo The Cost of Unnecessary Meeting Attendance (Rogelberg con Otter.ai, 2022).
- Il 46% concorda sul fatto di avere troppe riunioni superflue in agenda, secondo “Il costo della partecipazione a riunioni superflue” (Rogelberg con Otter.ai, 2022).
- Secondo The Cost of Unnecessary Meeting Attendance (Rogelberg con Otter.ai, 2022), quasi l’80% dei dipendenti afferma che il proprio responsabile non abbia mai parlato con loro della possibilità di rifiutare la partecipazione alle riunioni.
- Secondo i dipendenti, potrebbero evitare il 41% delle riunioni condotte da un responsabile esterno al proprio team, il 33% di quelle condotte da un collega e il 33% di quelle condotte da un subordinato diretto, come riportato in The Cost of Unnecessary Meeting Attendance (Rogelberg con Otter.ai, 2022).
Cosa dicono i dirigenti delle proprie riunioni
- Solo il 17% dei dirigenti di alto livello afferma che le proprie riunioni rappresentino un impiego generalmente produttivo del tempo collettivo e individuale, secondo Stop the Meeting Madness (Harvard Business Review, 2017), sulla base di un sondaggio condotto su quasi 200 dirigenti di alto livello in vari settori.
- Il 54% dei dirigenti segnala lo scenario peggiore: riunioni troppo frequenti, organizzate in momenti inopportuni e condotte in modo inadeguato, secondo Stop the Meeting Madness (Harvard Business Review, 2017).
- Il 16% afferma che la propria organizzazione organizza poche riunioni, ma le gestisce in modo inadeguato, il che compromette la produttività del gruppo, secondo Stop the Meeting Madness (Harvard Business Review, 2017).
Quando si tengono le riunioni e come influiscono sulla concentrazione
- I dipendenti subiscono 275 interruzioni al giorno, una ogni due minuti durante l’orario di lavoro principale, causate da una riunione, un’e-mail o una chat, secondo Breaking down the infinite workday (Microsoft, 2025), basato su dati aggregati provenienti da Microsoft 365, insieme al sondaggio Work Trend Index 2025 condotto su 31.000 lavoratori in 31 mercati (Microsoft).
- Il 57% delle riunioni viene convocato in modo estemporaneo, senza invito tramite calendario, secondo Analisi della giornata lavorativa infinita (Microsoft, 2025).
- La metà di tutte le riunioni si svolge tra le 9:00 e le 11:00 o tra le 13:00 e le 15:00, ovvero nelle ore di massima concentrazione, e il martedì concentra il 23% del carico di lavoro settimanale rispetto al 16% del venerdì, secondo Analisi della giornata lavorativa infinita (Microsoft, 2025).
- Le riunioni dopo le 20:00 sono aumentate del 16% rispetto all’anno precedente e quasi un terzo delle riunioni si svolge ora su più fusi orari, con un aumento del 35% rispetto al 2021, secondo Analisi della giornata lavorativa infinita (Microsoft, 2025).
- Secondo Analisi della giornata lavorativa infinita (Microsoft, 2025), le modifiche ai file PowerPoint registrano un picco del 122% negli ultimi 10 minuti prima dell’inizio di una riunione.
- Secondo il Workforce Index, edizione invernale 2023 (Slack, 10.333 impiegati intervistati tra agosto e settembre 2023).
Team remoti, ibridi e asincroni
Due dei set di dati più citati sul lavoro da remoto indicano ora direzioni diverse, e il motivo risiede nel campionamento piuttosto che in un disaccordo. Owl Labs conduce sondaggi tra i lavoratori statunitensi di ogni tipo di modalità lavorativa, e la percentuale di coloro che lavorano in ufficio si è attestata intorno a sei su dieci dal 2023. Buffer conduce sondaggi tra persone che già lavorano da remoto, pertanto i suoi dati descrivono la realtà all’interno di quel gruppo. Li si leggano come risposte a domande diverse.
Dove le persone lavorano effettivamente
- Secondo State of Hybrid Work 2025 (Owl Labs), basato su un campione di 2.000 lavoratori a tempo pieno statunitensi di età superiore ai 18 anni impiegati in aziende con almeno due dipendenti, condotto nel luglio 2025 in collaborazione con Vitreous World.
- Tra i lavoratori ibridi, il 39% si reca in ufficio tre giorni alla settimana, il 34% quattro giorni e il 22% due, secondo State of Hybrid Work 2025 (Owl Labs).
- Il 32% dei lavoratori in modalità ibrida preferirebbe recarsi in ufficio due giorni alla settimana: si tratta del modello più gettonato, secondo State of Hybrid Work 2025 (Owl Labs).
- L’89% dei team agili è distribuito geograficamente e solo il 3% prevede di tornare in ufficio a tempo pieno, secondo il 15° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2021).
Quanto costano le riunioni ibride
- Secondo lo studio State of Hybrid Work 2025 (Owl Labs), il lavoratore medio partecipa a cinque riunioni virtuali e a cinque riunioni in presenza ogni settimana.
- In media si impiegano sei minuti solo per avviare una riunione ibrida, e il 27% dei lavoratori impiega 10 minuti o più per ogni riunione per la configurazione, secondo State of Hybrid Work 2025 (Owl Labs).
- Secondo lo studio State of Hybrid Work 2025 (Owl Labs), il 77% dei lavoratori ha perso tempo a causa di difficoltà tecniche e il 67% ha rinunciato del tutto a configurare la tecnologia video.
Stress, accumulo di lavoro arretrato e “quiet quitting”
- Il 39% dei lavoratori afferma che lo stress legato al lavoro è aumentato nell’ultimo anno, mentre il 51% dichiara che è rimasto invariato, secondo il rapporto State of Hybrid Work 2025 (Owl Labs).
- Il 27% sta cercando attivamente un nuovo lavoro, sebbene il 92% non abbia cambiato impiego nel 2025, secondo State of Hybrid Work 2025 (Owl Labs).
- Il 32% ammette di praticare il “quiet quitting” e il 43% il “coffee badging”, ovvero di presentarsi in ufficio solo per timbrare il cartellino e poi andarsene, secondo State of Hybrid Work 2025 (Owl Labs).
- Il tempo medio di spostamento è di 31 minuti per tratta, e le giornate in ufficio comportano per i lavoratori una spesa di 55 dollari al giorno, contro i 18 dollari delle giornate in cui si lavora da remoto, secondo State of Hybrid Work 2025 (Owl Labs).
- Secondo lo studio State of Hybrid Work 2025 (Owl Labs), il 51% dei lavoratori sarebbe interessato a mandare un avatar basato sull’intelligenza artificiale a una riunione al proprio posto.
Cosa riferiscono i lavoratori da remoto
- Secondo il rapporto State of Remote Work 2023 (Buffer), basato su un campione di 3.000 intervistati nel periodo compreso tra ottobre e novembre 2022, il 98% dei lavoratori da remoto consiglierebbe il lavoro da remoto ad altri; il 58% di essi lavora esclusivamente da remoto.
- Il 23% dei lavoratori da remoto indica la solitudine come una delle principali difficoltà, seconda solo al fatto di dover rimanere a casa troppo spesso (33%), secondo State of Remote Work 2023 (Buffer).
- Il 22% ha difficoltà a staccare la spina, il 20% a mantenere la motivazione e il 19% a lavorare in fusi orari diversi, secondo State of Remote Work 2023 (Buffer).
- Solo il 15% indica la collaborazione e la comunicazione come la principale difficoltà, in calo rispetto all’anno precedente, secondo State of Remote Work 2023 (Buffer).
- Il 75% si sente in sintonia con i colleghi, nonostante il 62% lavori in diversi fusi orari, secondo State of Remote Work 2023 (Buffer).
- L’81% controlla le e-mail di lavoro al di fuori dell’orario di lavoro, il 63% nei fine settimana e il 34% durante le vacanze, secondo State of Remote Work 2023 (Buffer).
Adozione e scalabilità dell’agile
I dati relativi all’adozione e quelli relativi alla diffusione raccontano storie opposte, e citare gli uni senza gli altri rappresenta l’errore più comune in materia. Quasi tutti dichiarano di utilizzare l’agile in qualche ambito; quasi nessuno afferma che sia integrata ovunque. L’edizione 2025 del sondaggio «State of Agile» è inoltre di portata molto più ridotta e molto più orientata alle grandi aziende rispetto a quella del 2021, pertanto le due non costituiscono una serie temporale omogenea.
In che misura viene utilizzato l’approccio agile
- Secondo il 17° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2023), un’indagine globale condotta tra i professionisti agili, di cui il 32% erano coach agili e il 14% Scrum Master, il 71% dei professionisti utilizza l’agile nel proprio ciclo di vita dello sviluppo software.
- Il 42% adotta un ciclo di vita ibrido per la distribuzione del software parallelamente all’approccio agile, secondo il 17° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2023).
- Il 36% adotta un ciclo di vita DevOps in cui i team di sviluppo e operazioni operano come un unico team, secondo il 17° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2023).
- L’86% delle organizzazioni dichiara di aver adottato metodologie agili nello sviluppo di software, secondo il 15° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2021), basato su 1.382 risposte complete analizzate da Regina Corso Consulting.
- Il 52% afferma che la maggior parte o tutti i team della propria azienda hanno adottato il metodo agile, secondo il 15° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2021).
I settori in cui si è estesa al di là dell’ingegneria
- Secondo il 17° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2023), il 69% afferma che il reparto IT abbia adottato i principi agili e il 68% sostiene che lo stesso valga per il team responsabile del ciclo di vita della consegna del software.
- Il 48% afferma che i settori dell’ingegneria, dello sviluppo dei prodotti e della ricerca e sviluppo hanno adottato l’agile, con un aumento di 16 punti rispetto al 2022 e rappresentando il gruppo di adottanti in più rapida crescita, secondo il 17° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2023).
- L’approccio agile si è diffuso oltre il settore ingegneristico, raggiungendo il 28% dei team operativi aziendali, il 22% dell’assistenza clienti, il 19% del marketing, il 17% delle risorse umane, nel 13% del settore finanziario e nel 12% delle vendite, secondo il 17° rapporto sullo stato agile (Digital.ai, 2023).
- Per quanto riguarda i settori diversi dal software, secondo il 15° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2021), entro il 2021 il 63% dei team IT, il 29% dei team operativi, il 17% dei team di marketing e il 16% dei team delle risorse umane aveva adottato l’approccio agile.
Fino a che punto si spinge tale adozione
- Solo il 13% ritiene che l’approccio agile sia profondamente radicato in tutte le funzioni aziendali e tecnologiche, secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025), i cui intervistati sono per lo più coach e consulenti agili presso aziende con oltre 20.000 dipendenti.
- L’adozione rimane limitata: il 25% adotta l’agile in alcuni reparti in modo non sistematico, il 22% sta passando da approcci tradizionali o ibridi e il 20% lo limita esclusivamente al livello di team, secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025).
- Secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025), il 41% ha aumentato i propri investimenti nell’implementazione su larga scala dell’agile negli ultimi 12–24 mesi, il 24% li ha ridotti e il 27% li ha mantenuti invariati.
- Secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025), il 48% adotta attualmente un modello misto o ibrido che combina approcci agili, DevOps e tradizionali.
- Il 26% utilizza un framework o un modello operativo sviluppato internamente anziché uno già consolidato, secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025).
Risultati dei metodi agili e tassi di insuccesso
Non esiste un dato primario attendibile del tipo “l’agile ha successo nell’x% dei casi rispetto al y% del modello a cascata”, motivo per cui questa sezione non ne riporta alcuno. Ciò che invece emerge è quanto segue: ciò che le organizzazioni dichiarano di aver desiderato dall’agile, ciò che riferiscono di aver ottenuto e in quali casi smette di funzionare. Il calo di soddisfazione registrato tra il 2022 e il 2023 rappresenta la variazione più marcata nell’intera serie “State of Agile”.
Perché le organizzazioni adottano l’approccio agile
- Il 41% adotta l’approccio agile per definire le priorità, fornire risultati e misurare il valore per i clienti e per l’azienda, mentre un altro 41% lo adotta per accelerare il time-to-market, secondo il 17° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2023).
- Il 34% adotta l’agile per promuovere la trasformazione digitale, secondo il 17° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2023).
- Secondo il 15° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2021), le principali ragioni che hanno portato all’adozione dell’agile sono state una maggiore capacità di gestire le priorità in evoluzione (64%) e una più rapida consegna del software (64%).
- Il 47% adotta l’approccio agile per aumentare la produttività del team, il 47% per migliorare l’allineamento tra business e IT, il 42% per migliorare la qualità del software e il 41% per garantire la prevedibilità delle consegne, secondo il 15° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2021).
Ciò che dichiarano di ricevere
- Il 59% degli utenti soddisfatti dell’agile afferma che la collaborazione è migliorata: si tratta del vantaggio più citato in assoluto, secondo il 17° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2023).
- Secondo il 17° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2023), il 57% delle aziende riferisce un migliore allineamento alle esigenze aziendali a seguito dell’adozione dell’approccio agile.
- Il 36% riferisce un miglioramento dell’ambiente di lavoro, il 25% una migliore qualità del software e il 21% una maggiore visibilità lungo l’intero ciclo di vita della consegna del software, secondo il 17° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2023).
- Secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025), il 68% afferma che almeno la metà delle proprie applicazioni viene consegnata nei tempi previsti e con un elevato livello di qualità.
La soddisfazione e la pressione di doverla dimostrare
- Secondo il 17° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2023), il grado di soddisfazione nei confronti dell’agile è sceso al 59% nel 2023 dal 71% dell’anno precedente.
- Le piccole imprese sono molto più propense a dichiararsi soddisfatte dell’approccio agile rispetto a quelle medie o grandi: il 70% contro il 55% e il 56%, secondo il 17° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2023).
- Secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025), il 63% afferma che la propria organizzazione sta incontrando difficoltà nel fornire software affidabile e di alta qualità.
- Il 76% riferisce di una crescente pressione nel dover dimostrare il ROI e l’impatto aziendale dell’agile, secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025).
- Il 79% cita i vincoli di costo che impongono di «fare di più con meno», il 77% la richiesta di un’innovazione più rapida e il 78% i cambiamenti a livello di leadership o strutturali come le forze che stanno ridefinendo gli investimenti agili, secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025).
Cosa lo impedisce
- Secondo il 17° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2023), il 47% indica la resistenza generale all’interno dell’organizzazione al cambiamento come il principale ostacolo all’adozione dell’agile.
- Il 41% attribuisce la colpa alla scarsa partecipazione della dirigenza, il 38% al supporto inadeguato da parte del management e il 37% alla mancata comprensione dell’agile da parte dei team aziendali, secondo il 17° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2023).
- Laddove l’agile non riesce a scalare, il 46% cita i sistemi legacy che impongono approcci misti, il 37% i team isolati, il 34% lo scontro culturale, il 30% l’uso incoerente tra i team e il 28% l’incapacità di misurare il valore aziendale, secondo il 17° rapporto sullo stato dell’agile (Digital.ai, 2023).
Scrum
I dati relativi all’adozione di Scrum provengono da sondaggi; i dati relativi alle prestazioni provengono dallo stesso set di dati Rally su cui si basano i dati relativi alle retrospettive, che rappresenta l’unica fonte di ampio respiro in questo contesto ad aver misurato direttamente i team anziché basarsi su loro stesse dichiarazioni. Ciò rende i risultati relativi alle stime e alla durata delle iterazioni insolitamente concreti, nonché insolitamente datati: i dati risalgono infatti al 2014 e al 2015.
Quanti team utilizzano Scrum?
- Il 63% degli utenti che adottano metodologie agili utilizza Scrum, che rimane la metodologia più diffusa a livello di team, secondo il 17° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2023).
- Il 66% indica Scrum come la metodologia che segue più da vicino a livello di team, secondo il 15° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2021).
- Un ulteriore 15% adotta derivati di Scrum, ripartiti tra ScrumBan (9%) e un ibrido tra Scrum ed XP (6%), secondo il 15° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2021).
- A livello aziendale, SAFe è in testa con il 26%, davanti a Scrum@Scale e Scrum of Scrums, entrambi al 19%; SAFe ha registrato un calo di oltre la metà rispetto al 2022, secondo il 17° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2023).
Le cerimonie
- L’87% delle organizzazioni organizza riunioni quotidiane (stand-up), la pratica agile più diffusa in assoluto, secondo il 15° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2021).
- L’83% delle organizzazioni effettua la pianificazione degli sprint o delle iterazioni, secondo il 15° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2021).
- L’81% effettua revisioni di sprint o di iterazione, secondo il 15° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2021).
- Il 63% ricorre a iterazioni brevi e il 58% utilizza il “planning poker” o la stima di gruppo, secondo il 15° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2021).
Lunghezza dello sprint e stima, misurate
- Il 59,1% dei team agili adotta iterazioni di due settimane, contro il 23,4% che opta per tre settimane, il 9,8% per quattro e il 6,2% per una, secondo The Impact of Agile. Quantified. (Broadcom), basato su oltre 160.000 progetti e 50.000 team agili.
- I team che adottano iterazioni di due settimane anziché di quattro mostrano una produttività superiore del 14%, una prevedibilità superiore dell’8% e una reattività superiore del 26%, ma una qualità inferiore del 5%, secondo The Impact of Agile. Quantified. (Broadcom).
- I team che effettuano stime complete secondo il metodo agile, ovvero stime in story point e in ore di lavoro, presentano una qualità superiore del 250% rispetto ai team che non effettuano alcuna stima, secondo The Impact of Agile. Quantified. (Broadcom).
- Il 79% dei team adotta una stima Scrum completa, il 10% uno Scrum semplificato basato esclusivamente sugli story point, l’8% si basa esclusivamente sulle ore e il 3% non effettua alcuna stima, secondo The Impact of Agile. Quantified. (Broadcom).
Kanban e flusso
Il Kanban è il vincitore silenzioso della serie “State of Agile”: nel corso della durata del sondaggio, l’uso delle bacheche è passato dall’essere un’incidenza trascurabile a diventare una pratica diffusa. I risultati relativi al flusso riportati di seguito provengono ancora una volta dal set di dati Rally, e quello più utile è il meno citato, poiché va contro i consigli abituali: portare il lavoro in corso a una produttività con costi estremamente bassi, anziché aumentarlo.
Adozione del Kanban
- Secondo il 15° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2021), il 61% delle organizzazioni utilizza il Kanban come tecnica agile.
- Il 77% utilizza bacheche Kanban e il 67% bacheche delle attività per la pianificazione e la realizzazione agile, secondo il 15° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2021).
- L’utilizzo del Kanban è passato dal 6% degli intervistati nel primo sondaggio “State of Agile” al 61%, rappresentando il più significativo cambiamento a lungo termine nelle pratiche emerso dal sondaggio, secondo il 15° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2021).
- L’87% dei professionisti che utilizzano il Kanban afferma che il Kanban rappresenta un modo più efficace, o molto più efficace, di gestire il lavoro rispetto ai metodi utilizzati in precedenza, secondo The 2022 State of Kanban (Kanban University).
- L’86% dei professionisti del Kanban prevedeva di ampliare le proprie iniziative Kanban nell’anno successivo, soprattutto in nuove aree funzionali, secondo The 2022 State of Kanban (Kanban University).
Cosa rivelano i dati relativi al flusso riguardo alle attività in corso e alla composizione del team
- Secondo The Impact of Agile. Quantified. (Broadcom), i team che gestiscono in modo inadeguato il lavoro in corso impiegano fino al doppio del tempo rispetto ai team che lo controllano con rigore.
- I team con il minor volume di lavoro in corso presentano una qualità quattro volte superiore rispetto a quelli con il volume più elevato, secondo The Impact of Agile. Quantified. (Broadcom).
- I team che riducono al minimo il lavoro in corso registrano una produttività inferiore del 34%, poiché il lavoro bloccato non lascia altro da prelevare, secondo The Impact of Agile. Quantified. (Broadcom).
- I team composti da 1 a 3 persone presentano una prevedibilità inferiore del 40% e una qualità inferiore del 17% rispetto ai team composti da 5 a 9 membri, come raccomandato, sebbene registrino una produttività superiore del 17%, secondo The Impact of Agile. Quantified. (Broadcom).
- I team con un massimo di un tester per sviluppatore presentano una qualità superiore del 20% rispetto ai team con meno di 0,3 tester per sviluppatore, ma registrano una produttività inferiore del 12% e una reattività inferiore del 15%, secondo The Impact of Agile. Quantified. (Broadcom).
Produttività degli sviluppatori, DevOps e DORA
L’adozione degli strumenti di intelligenza artificiale è ormai quasi universale tra gli sviluppatori, ma la fiducia nei loro confronti non lo è. Questo divario rappresenta l’aspetto più interessante della ricerca di quest’anno, ed è stato rilevato in modo indipendente sia da DORA che da Stack Overflow, pur utilizzando campioni molto diversi tra loro. L’edizione 2025 di DORA aggiunge inoltre un’analisi a cluster che classifica i team in sette profili.
L’intelligenza artificiale nel flusso di lavoro di sviluppo
- Secondo il rapporto “2025 State of AI-assisted Software Development” (Google Cloud e DORA), basato su un campione di circa 5.000 professionisti del settore tecnologico in tutto il mondo e su oltre 100 ore di dati qualitativi, il 90% dei professionisti del settore tecnologico utilizza ormai l’intelligenza artificiale sul posto di lavoro.
- Secondo il rapporto DORA 2025 (Google Cloud), oltre l’80% degli utenti dell’intelligenza artificiale afferma che questa tecnologia abbia aumentato la propria produttività.
- Il 30% dichiara di nutrire poca o nessuna fiducia nel codice generato dall’IA, una percentuale leggermente inferiore rispetto all’anno precedente, secondo il rapporto DORA 2025 (Google Cloud).
- L’adozione dell’intelligenza artificiale presenta ora una correlazione positiva con la produttività nella distribuzione del software e con le prestazioni del prodotto, in controtendenza rispetto al 2024, ma continua a presentare una correlazione negativa con la stabilità della distribuzione del software, secondo il rapporto DORA 2025 (Google Cloud).
- Secondo il Sondaggio tra gli sviluppatori 2025 (Stack Overflow), l’84% degli sviluppatori utilizza strumenti di intelligenza artificiale e il 51% degli sviluppatori professionisti li utilizza quotidianamente.
- Secondo il Sondaggio tra gli sviluppatori 2025 (Stack Overflow), sono più numerosi gli sviluppatori che nutrono una sfiducia attiva nei confronti dell’accuratezza dell’intelligenza artificiale rispetto a quelli che ne hanno fiducia: il 46% contro il 33%, e solo il 3,1% nutre grande fiducia in essa.
- Secondo il Sondaggio tra gli sviluppatori 2025 (Stack Overflow), il 66% degli sviluppatori indica come principale fonte di frustrazione le “soluzioni di intelligenza artificiale che sono quasi giuste, ma non del tutto”.
- Secondo il Sondaggio tra gli sviluppatori 2025 (Stack Overflow), il 45,2% degli intervistati afferma che il debug del codice generato dall’IA richiede più tempo rispetto alla sua scrittura manuale.
Piattaforme, priorità e risultati
- Il 90% delle organizzazioni ha adottato almeno una piattaforma interna e, secondo il rapporto DORA 2025 (Google Cloud), è proprio la qualità della piattaforma a determinare se l’intelligenza artificiale dia i suoi frutti.
- Dall’analisi dei cluster del 2025 condotta da DORA emergono 7 profili di team, definiti da DORA anche come “archetipi”, che spaziano dai “team armoniosi e di grande successo” a quelli con difficoltà strutturali, bloccati in una modalità di sopravvivenza, secondo il rapporto DORA 2025 (Google Cloud).
- Un’infrastruttura flessibile, solitamente basata sul cloud, è associata a un aumento del 30% delle prestazioni organizzative, un dato emerso indipendentemente dai risultati relativi alla cultura aziendale, secondo il rapporto “Accelerate State of DevOps 2023” (Google Cloud e DORA).
- Secondo il rapporto “Accelerate State of DevOps 2024” (Google Cloud e DORA), le priorità organizzative instabili riducono in modo significativo la produttività e aumentano notevolmente il burnout, un effetto che persiste anche in presenza di leader forti e di una buona documentazione.
- L’utilizzo di una piattaforma interna per sviluppatori migliora la produttività individuale, le prestazioni del team e quelle dell’organizzazione, secondo il rapporto “Accelerate State of DevOps 2024” (Google Cloud e DORA).
Chi ha risposto e quali sono le loro impressioni
- Oltre 49.000 sviluppatori provenienti da 177 paesi hanno risposto al Sondaggio tra gli sviluppatori 2025 (Stack Overflow), giunto alla sua quindicesima edizione, che comprendeva 62 domande relative a 314 tecnologie.
- Solo il 24,5% degli sviluppatori dichiara di essere soddisfatto del proprio lavoro, contro il 28,4% che afferma di non esserlo, secondo il Sondaggio tra gli sviluppatori 2025 (Stack Overflow).
- Il set di dati alla base dei 2025 Engineering Benchmarks (LinearB) è costituito da 6,1 milioni di pull request provenienti da 3.000 team.
Agile oltre il software
Il marketing agile rappresenta l’adozione non legata al software meglio documentata, e i suoi dati risultano nettamente più positivi rispetto a quelli relativi al software; ciò merita tuttavia una precisazione piuttosto che un motivo di festeggiamento: l’indagine si rivolge a persone che hanno già scelto il marketing agile. Il dato più preoccupante si cela dietro a questi risultati e rispecchia la situazione delle aziende nel settore del software: i dirigenti, in gran parte, non sono coinvolti nel definire le modalità di applicazione dell’approccio agile.
Marketing agile
- L’83% dei professionisti del marketing riferisce di aver avuto un’esperienza positiva con l’approccio agile, mentre solo il 2% ne riporta una negativa, secondo il 7° rapporto annuale “State of Agile Marketing” (AgileSherpas, Agile Marketing Alliance e Tenon, 2024), basato su un’indagine condotta tra gennaio e marzo 2024 su 381 professionisti del marketing in tutto il mondo.
- L’86% prevede di passare a un approccio agile per una parte o per la totalità dei propri team di marketing, secondo il 7° rapporto annuale sullo stato del marketing agile (AgileSherpas, 2024).
- Il 94% afferma che la propria organizzazione ha sostenuto il proprio team di marketing agile negli ultimi 12 mesi, secondo il 7° rapporto annuale “State of Agile Marketing” (AgileSherpas, 2024).
- Solo il 35% delle funzioni di marketing è pienamente agile; tuttavia, secondo il 7° rapporto annuale sullo stato dell’Agile Marketing (AgileSherpas, 2024), quelle pienamente agili ottengono risultati migliori rispetto a quelle parzialmente agili.
- Il 74% dei professionisti del marketing ritiene che il coaching agile sia prezioso, ma solo il 27% ne beneficia effettivamente, secondo il 7° rapporto annuale sullo stato del marketing agile (AgileSherpas, 2024).
- Il 27% dei team che adottano il marketing agile lo definisce con un altro termine; l’utilizzo del termine ufficiale è correlato a un maggiore successo, secondo il 7° rapporto annuale sullo stato del marketing agile (AgileSherpas, 2024).
- Il 98% dei professionisti del marketing agile afferma che l’approccio agile garantisce risultati migliori, secondo il 7° rapporto annuale sullo stato del marketing agile (AgileSherpas, 2024).
- Nessuna singola pratica agile — dagli stand-up agli sprint, dal planning poker ai limiti del WIP — viene utilizzata dalla maggioranza dei team di marketing agile, secondo il 7° rapporto annuale “State of Agile Marketing” (AgileSherpas, 2024).
La leadership e la definizione del ruolo nell’ambito dell’agile
- Secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025), solo il 15% ritiene che i dirigenti aziendali e i vertici aziendali siano attivamente coinvolti nella definizione delle pratiche agili.
- Il 33% afferma che l’agile viene considerato una funzione operativa piuttosto che una leva strategica, secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025).
- Alla domanda su quale fosse il fattore più utile per favorire l’adozione dell’agile, il 29% ha indicato una cultura incentrata sui risultati e sull’adattabilità, il 27% un maggiore sostegno da parte della leadership e il 17% un collegamento più chiaro tra la consegna dei risultati e il valore aziendale, secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025).
- I ruoli nell’ambito dell’agile stanno subendo una differenziazione: il 29% sta ampliando il proprio ambito di competenza verso la strategia e i risultati, il 26% dedica meno tempo al coaching e alla promozione dei framework, mentre il 23% afferma che il proprio ruolo è rimasto sostanzialmente invariato, secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025).
- Secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025), le organizzazioni valutano l’agile in base alla soddisfazione e alla fidelizzazione dei clienti (52%), alla riduzione dei costi (40%) e al time-to-market (24%).
Panoramica sugli strumenti Agile
Due aspetti emergono chiaramente dai dati relativi agli strumenti, e nessuno dei due riguarda quale fornitore risulti vincitore. I fogli di calcolo sono ancora utilizzati da un numero maggiore di organizzazioni rispetto agli strumenti agili dedicati, e il livello di analisi su cui la maggior parte dei fornitori basa la propria offerta è appena agli inizi: solo una minima parte delle organizzazioni trasferisce i dati agili nei sistemi di Business Intelligence (BI) su una scala significativa. Si noti che i dati relativi alle raccomandazioni sugli strumenti provengono da un sondaggio condotto da un fornitore di strumenti.
Cosa alimenta i team agili
- Secondo il 15° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2021), il 64% delle organizzazioni agili utilizza uno strumento dedicato alla gestione agile dei progetti, mentre il 66% ricorre ancora ai fogli di calcolo.
- Atlassian Jira con l’81%, Digital.ai Agility con il 70% e Azure DevOps con il 66% sono in cima alla classifica degli strumenti di pianificazione agile che i professionisti raccomanderebbero, secondo il 15° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2021).
- Il 62% utilizza un bug tracker, il 62% un wiki e il 58% uno strumento per la pianificazione della roadmap di prodotto, oltre ai propri strumenti agili, secondo il 15° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2021).
- Secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025), il 54% utilizza software di pianificazione agile aziendale e il 50% dashboard di BI interne per la pianificazione strategica e l’allineamento.
- Il 65% ritiene che gli strumenti di pianificazione agile aziendale contribuiscano ad allineare i team agili, DevOps e di test, secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025).
Dati e intelligenza artificiale nella suite di strumenti
- Secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025), solo il 22% delle aziende integra i dati agili negli strumenti di BI su scala significativa e appena il 6% è giunto a un’analisi basata sull’intelligenza artificiale.
- Secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025), gli strumenti di IA nei team agili si basano per il 65% su modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) generici utilizzati manualmente, per il 57% su assistenti di codifica basati sull’IA e per il 43% su copiloti integrati negli strumenti agili e di consegna, su un campione di N=294 utenti di IA.
- Solo il 18% utilizza assistenti basati sull’intelligenza artificiale per la pianificazione agile o la definizione delle priorità, secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025), su un campione di N=294.
Carriere come Scrum Master e Agile Coach
I dati relativi alle figure professionali e alla comunità sono i più difficili da reperire in modo attendibile, poiché gli enti che dispongono di tali dati offrono anche corsi di formazione. I dati relativi al numero di iscritti e ai corsi della Scrum Alliance sono dati operativi propri dell’organizzazione, ovvero il tipo di dati corretto da citare. Le affermazioni relative agli stipendi e alle competenze sono tratte da uno studio separato del 2023, intitolato «Skills in the New World of Work», che non abbiamo letto; pertanto, tali informazioni non vengono riportate qui di seconda mano.
La comunità della Scrum Alliance
- Secondo il Rapporto annuale 2025 (Scrum Alliance), quasi 1,8 milioni di professionisti fanno parte della comunità globale della Scrum Alliance.
- Nel 2025, 82.000 nuovi membri hanno aderito alla Scrum Alliance, secondo quanto riportato nel Rapporto annuale 2025 (Scrum Alliance).
- Nel 2025 sono state rilasciate oltre 100.000 certificazioni, secondo il Rapporto annuale 2025 (Scrum Alliance).
- Nel 2025 sono stati tenuti 7.200 corsi in presenza e sono stati lanciati 14 nuovi corsi, secondo quanto riportato nella Relazione annuale 2025 (Scrum Alliance).
- Secondo il Rapporto annuale 2025 (Scrum Alliance), oltre 4.000 persone hanno partecipato agli eventi della Scrum Alliance in sei continenti e 40 paesi.
- Secondo il Rapporto annuale 2025 (Scrum Alliance), sono stati organizzati 468 eventi relativi ai gruppi di utenti, distribuiti su 113 gruppi di utenti in 46 paesi.
Chi lavora con il metodo agile?
- Il 32% degli intervistati nel rapporto “State of Agile” è costituito da coach agili e il 14% da Scrum Master, i due ruoli che predominano tra i professionisti del settore, secondo il 17° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2023).
- Secondo il 18° rapporto “State of Agile” (Digital.ai, 2025), il 23% dei professionisti agili ha assunto la gestione responsabile dell’intelligenza artificiale come nuova responsabilità.
Ciò che abbiamo osservato
Tutto quanto esposto sopra è frutto delle ricerche altrui. Questa breve sezione è l’unico punto in cui compaiono i nostri dati, e la manteniamo volutamente limitata: tre grafici che abbiamo già pubblicato integralmente, con la relativa metodologia e i relativi limiti, in il Follow-Through Index.
- Circa il 73% delle azioni da intraprendere emerse dalle retrospettive viene infine portato a termine, su un totale di centinaia di migliaia di azioni da intraprendere individuate nel corso di retrospettive reali dai team che utilizzano TeamRetro.
- Circa il 90% delle attività viene portato a termine quando a ciascuna di esse sono assegnati un responsabile specifico e una data di scadenza.
- Circa il 55% viene portato a termine da team che effettuano retrospettive solo occasionalmente, contro circa tre su quattro nel caso dei team che seguono una cadenza regolare.
Si tratta di un valore massimo piuttosto che di una media di settore, poiché si riferiscono a team che già conducono le proprie retrospettive utilizzando uno strumento dedicato. La metodologia, le esclusioni e i cinque aspetti che non trarremmo da tali dati sono tutti riportati in quella pagina.
Tre andamenti che possiamo osservare ma ai quali non attribuiremo un valore numerico, anch’essi tratti dal Follow-Through Index:
- Il “follow-through” non tiene conto del modo in cui una squadra si valuta da sola. Abbiamo cercato una correlazione tra il completamento degli obiettivi e i punteggi ottenuti dalle squadre nelle proprie valutazioni interne, senza riscontrarne praticamente alcuna; ciò suggerisce che il “follow-through” sia una questione di disciplina piuttosto che di stato d’animo.
- Le retrospettive anticipano le azioni concrete; pertanto, la maggior parte di ciò che alla retrospettiva successiva sembra essere stato abbandonato è in realtà ancora in fase di sviluppo, piuttosto che un fallimento.
- Alcune delle azioni che non vengono mai portate a termine non erano di competenza del team, e sarebbe più corretto considerarle come segnalazioni inoltrate all’ufficio sbagliato piuttosto che come mancati adempimenti.
Come abbiamo redatto il presente documento
Questa pagina è stata creata poiché gli stessi dati continuano a circolare senza l’indicazione delle relative condizioni, delle edizioni o di un link funzionante. Le regole riportate di seguito sono quelle che abbiamo utilizzato per decidere cosa pubblicare e cosa tralasciare.
Cosa è stato incluso. Ogni dato statistico qui riportato è stato verificato confrontandolo con il documento originale dell’editore in data 21 settembre 2026, anziché essere tratto da una rassegna stampa, con due eccezioni di cui desideriamo rendere nota l’esistenza. Il 18° rapporto “State of Agile” di Digital.ai è accessibile solo compilando un modulo; pertanto, i relativi dati sono stati ricavati da una copia fedele del PDF e sono collegati alla pagina ufficiale del rapporto di Digital.ai. L’articolo “Stop the Meeting Madness” dell’Harvard Business Review è protetto da un paywall, pertanto i relativi dati sono stati verificati confrontandoli con una ristampa dell’articolo e sono collegati all’originale. Nel caso di sondaggi condotti annualmente, abbiamo utilizzato l’edizione più recente che siamo riusciti a consultare, indicandone il titolo nella frase anziché limitarsi a citare l’organizzazione. Laddove un dato sia di quelli che preferiremmo non pubblicare, come il calo della soddisfazione riguardo all’agilità o la correlazione negativa tra l’intelligenza artificiale e la stabilità delle consegne, esso è comunque riportato qui. Non citiamo ricerche pubblicate da strumenti retrospettivi concorrenti. La maggior parte delle organizzazioni che citiamo commercializza anch’essa prodotti in questo settore; pertanto, vi invitiamo a considerare ogni sondaggio dei fornitori, compreso quello di Digital.ai, come un sondaggio dei fornitori.
Cosa è stato tralasciato e perché.
- Il confronto CHAOS dello Standish Group tra l’approccio agile e quello a cascata. Il dato «42% contro 13%» è la statistica più citata in materia, ma non siamo riusciti a risalire a un documento che ne fosse la fonte. Standish commercializza CHAOS anziché pubblicarlo, e ogni traccia che abbiamo seguito si è interrotta presso un post di un blog che citava a sua volta un altro post di blog. Pertanto, tale dato viene escluso anziché riportato.
- Il Progetto Aristotele di Google. Le pagine di re:Work che lo ospitavano ora mostrano solo una pagina vuota priva di testo leggibile, pertanto non abbiamo potuto verificare i dati relativi ai 180 team e ai 250 attributi confrontandoli con una fonte primaria disponibile online. Pertanto, tale informazione è stata omessa nel presente documento. I risultati relativi alla cultura DORA e lo studio sulla riprogettazione delle riunioni sopra citati trattano argomenti simili, con fonti a cui è possibile accedere.
- Lo studio sulla sicurezza psicologica condotto da Amy Edmondson nel 1999. L’editore ha respinto il manoscritto, non l’articolo, pertanto non ha superato gli stessi criteri di accettazione, nonostante si trattasse di un lavoro fondamentale in tale ambito.
- Report con accesso riservato o di grandi dimensioni, tra cui i moltiplicatori dello “State of Teams” di Atlassian, il “Developer Velocity Index” di McKinsey, le metriche di riferimento di LinearB e il dato relativo al limite WIP della Kanban University. Laddove i dati salienti di un report siano accessibili solo tramite un modulo, vengono utilizzati esclusivamente i dati riportati nelle sue pagine pubbliche.
- Dati relativi alle dimensioni del mercato degli strumenti agili. Le stime disponibili provengono da aggregatori di dati basati su comunicati stampa, le cui cifre differiscono tra loro di circa un fattore due.
- Due dati relativi alle carriere forniti dalla Scrum Alliance, riguardanti i supplementi salariali e le competenze agili richieste, che il suo rapporto annuale riporta attingendo da uno studio separato del 2023, intitolato “Skills in the New World of Work”, che non abbiamo letto.
- Un risultato favorevole al fornitore nel rapporto “Impact of Agile”, che evidenzia un miglioramento delle prestazioni per i team che utilizzano lo strumento dello stesso fornitore. Si tratta di un dato reale; tuttavia, poiché è il fornitore stesso a valutare i propri clienti, tale informazione non è riportata nella pagina.
Correzioni apportate nel corso del lavoro. Le cifre relative all’87% per gli stand-up e all’83% per le retrospettive vengono abitualmente attribuite al 17° rapporto “State of Agile”; in realtà provengono dal 15° rapporto, mentre nel 17° tale domanda è stata completamente omessa. I dati relativi alle prestazioni delle retrospettive sono quelli di CA Technologies e Broadcom, non di alcun aggregatore, e la fonte riporta «pienamente d’accordo», non «regolare». Lo studio sui costi delle riunioni è una ricerca di Steven G. Rogelberg in collaborazione con Otter.ai, piuttosto che uno studio condotto da Otter.ai stessa. L’attuale dato sul coinvolgimento di Gallup è pari al 20% e proviene dall’edizione del 2026, non al 21% e ai 438 miliardi di dollari che la maggior parte delle pagine continua a citare dall’edizione precedente. Infine, le «275 interruzioni» di Microsoft e i suoi risultati sul divario di capacità provengono da due fonti distinte che condividono solo l’anno di riferimento, non un unico set di dati.
Verifica dei link. Ogni URL di provenienza presente in questa pagina viene ricontrollato tramite la procedura di verifica dei link esterni che viene eseguita su questo sito; pertanto, qualora un link non fosse più attivo, viene individuato e sostituito anziché rimanere qui inattivo. Se ne individuate uno prima di noi, vi preghiamo di segnalarcelo.
Registro delle modifiche
- Settembre 2026: prima pubblicazione, 178 dati statistici.
Si prega di citare questo testo
L’83% delle organizzazioni svolge sessioni di retrospettiva, superata solo dallo stand-up quotidiano, che registra l’87% (Digital.ai, 15° rapporto “State of Agile”, 2021). I team che dichiarano di essere pienamente d’accordo sul fatto di svolgere retrospettive di sprint mostrano una reattività superiore del 24% e una qualità superiore del 42%, con minore variabilità, su oltre 160.000 progetti e 50.000 team agili (CA Technologies, The Impact of Agile. Quantified., dati dal 2014 al 2015, pubblicati da Broadcom). Il 20% dei dipendenti in tutto il mondo è coinvolto nel proprio lavoro (Gallup, “State of the Global Workplace 2026”). I dipendenti partecipano in media a 17,7 riunioni a settimana e affermano che circa il 30% di esse avrebbe potuto essere evitato (Rogelberg con Otter.ai, The Cost of Unnecessary Meeting Attendance, 2022). — Statistiche relative all’agile e alle retrospettive, TeamRetro (2026)
Se riutilizzate un’immagine presente in questa pagina, citate la fonte primaria indicata accanto ad essa e inserite un link a questa pagina come fonte di raccolta, qualora sia stata proprio questa a consentirvi di trovarla. La state utilizzando in una ricerca o in una presentazione? Ci farebbe molto piacere ricevere un link di rimando.
Continui a leggere
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Domande frequenti
Qual è la percentuale di team che organizza sessioni di retrospettiva?
L’83% delle organizzazioni svolge sessioni di retrospettiva, secondo il 15° rapporto “State of Agile” di Digital.ai, basato su 1.382 risposte complete raccolte tra febbraio e aprile 2021. Ciò rende la retrospettiva la seconda pratica agile più diffusa dopo lo standup quotidiano (87%), alla pari con la pianificazione dello sprint (83%) e davanti alla revisione dello sprint (81%). L’adozione della retrospettiva è rimasta pressoché costante nel corso delle 15 edizioni annuali di tale sondaggio, mentre le metodologie ad essa correlate hanno subito continui cambiamenti. Un avvertimento quando si cita questo dato: queste cifre vengono abitualmente attribuite alla 17ª edizione, nella quale la domanda sulle pratiche è stata completamente omessa.
Le retrospettive migliorano la qualità?
L’unico studio su larga scala condotto in merito afferma di sì, con una condizione che la maggior parte degli articoli tralascia. I team che hanno dichiarato di essere fortemente d’accordo sul fatto di svolgere retrospettive di sprint hanno mostrato una reattività superiore del 24% e una qualità superiore del 42%, con una minore variabilità, secondo il rapporto The Impact of Agile. Quantified., realizzato da CA Technologies sulla base dei dati di Rally Software e ora pubblicato da Broadcom. Il set di dati copre oltre 160.000 progetti e 50.000 team agili. Il confronto viene effettuato tra i team che si dichiarano fortemente d’accordo su una scala da 1 a 5 e il resto, non tra i team che organizzano regolarmente delle retrospettive e quelli che non lo fanno. Lo stesso rapporto afferma che retrospettive efficaci determinano un aumento del 20% delle prestazioni complessive e avverte, con parole proprie, che la correlazione non implica necessariamente un nesso di causalità.
Quanto tempo richiedono le riunioni?
I dipendenti partecipano in media a 17,7 riunioni a settimana, per un totale di 18 ore, e affermano che circa il 30% di esse potrebbe essere evitato se venissero tenuti informati in altro modo. Tali dati provengono da uno studio del 2022 condotto su 632 dipendenti statunitensi, ideato e analizzato da Steven G. Rogelberg dell’UNC Charlotte in collaborazione con Otter.ai. La quota superflua ammonta a circa 25.000 dollari per dipendente all’anno, pari all’incirca al 31% di una spesa annua per riunioni di 80.000 dollari per professionista, ovvero quasi 2,5 milioni di dollari all’anno per un’azienda di 100 persone. I dirigenti non ne sono più soddisfatti: solo il 17% ha dichiarato all’Harvard Business Review che le proprie riunioni rappresentavano un uso generalmente produttivo del tempo collettivo e individuale.
Quante organizzazioni utilizzano il metodo agile?
Secondo il 17° rapporto “State of Agile” di Digital.ai del 2023, il 71% dei professionisti utilizza l’agile nel proprio ciclo di vita dello sviluppo software, mentre nell’15ª edizione del 2021 l’86% delle organizzazioni ha dichiarato di aver adottato l’agile nello sviluppo software. La profondità di implementazione rappresenta il dato più debole. Nella 18ª edizione, pubblicata nel 2025, solo il 13% ha affermato che l’agile è profondamente integrato in tutte le funzioni aziendali e tecnologiche, mentre il 25% lo applica in modo non sistematico in alcuni reparti e il 20% lo mantiene esclusivamente a livello di team.
L’approccio agile ha più successo rispetto al modello a cascata?
Non siamo riusciti a verificare una fonte primaria a sostegno di tale confronto, pertanto questa pagina non ne riporta alcuna. Il dato solitamente citato, secondo cui i progetti agili hanno successo nel 42% dei casi contro il 13% dei progetti waterfall, proviene dalla ricerca CHAOS dello Standish Group, che viene venduta anziché pubblicata. Ogni traccia che abbiamo seguito conduceva a un post di blog che citava a sua volta un altro post di blog, anziché un documento dello Standish Group. Abbiamo deciso di ometterla deliberatamente. I dati misurabili sono più limitati e meno lusinghieri: la soddisfazione nei confronti dell’agile è scesa al 59% nel 2023 dal 71% dell’anno precedente, e il 47% indica la resistenza organizzativa generale al cambiamento come il principale ostacolo all’adozione, entrambi dati tratti dal 17° rapporto “State of Agile” di Digital.ai.
Quale percentuale di sviluppatori utilizza strumenti di intelligenza artificiale?
L’84% degli sviluppatori utilizza strumenti di intelligenza artificiale e il 51% degli sviluppatori professionisti li utilizza quotidianamente, secondo il sondaggio “2025 Developer Survey” condotto da Stack Overflow su oltre 49.000 sviluppatori in 177 paesi. Il rapporto DORA del 2025 indica che il tasso di adozione tra i professionisti del settore tecnologico si attesta al 90%, con oltre l’80% degli utenti di IA che afferma che tale tecnologia ha aumentato la propria produttività. La fiducia segue un andamento opposto: il 46% degli sviluppatori nutre una sfiducia attiva nei confronti dell’accuratezza dell’IA, contro il 33% che ne ha fiducia; il 66% indica le risposte quasi corrette fornite dall’IA come la principale fonte di frustrazione; inoltre, DORA rileva che l’adozione dell’IA è ancora correlata negativamente alla stabilità delle consegne, sebbene la produttività ora segua un andamento opposto.
Qual è la percentuale di dipendenti che si sentono coinvolti sul lavoro?
Secondo il rapporto “State of the Global Workplace 2026” di Gallup, che ha coinvolto 263.810 intervistati nel corso del 2025, il 20% dei dipendenti a livello mondiale è coinvolto sul lavoro, mentre il 64% non lo è e il 16% è attivamente disimpegnato. Il coinvolgimento dei dirigenti si attesta al 22%, in calo di nove punti rispetto al 2022, e Gallup stima che il costo del basso coinvolgimento ammonti a circa 10.000 miliardi di dollari all’anno, pari all’incirca al 9% del PIL globale. Si raccomanda di citare l’edizione specifica anziché limitarsi a fare riferimento a Gallup: le cifre ampiamente ripubblicate relative al 21% di coinvolgimento e ai 438 miliardi di dollari appartengono all’edizione precedente.
Quanti team utilizzano Scrum e quanti utilizzano Kanban?
Secondo il 17° rapporto “State of Agile” di Digital.ai del 2023, il 63% degli utenti agile utilizza Scrum, che rimane la metodologia più diffusa a livello di team. La 15ª edizione riportava una percentuale del 66%, con un ulteriore 15% che utilizzava varianti di Scrum quali ScrumBan e Scrum con XP. Nella stessa edizione, il 61% delle organizzazioni utilizzava Kanban come tecnica agile, in aumento rispetto al 6% registrato nel primo sondaggio “State of Agile”; si tratta del più significativo cambiamento nelle pratiche a lungo termine mai registrato dall’indagine, mentre il 77% utilizzava bacheche Kanban. A livello aziendale, SAFe è in testa con il 26%, davanti a Scrum@Scale e Scrum of Scrums, entrambi al 19%.
Posso citare queste statistiche?
Sì. Ogni dato riportato in questa pagina indica l’organizzazione che lo ha pubblicato, l’edizione, l’anno di riferimento e, laddove la fonte lo specifichi, il campione. Si prega di citare tale fonte primaria e di inserire un link a questa pagina come raccolta, qualora sia stata proprio questa a consentirLe di reperire il dato. Ogni link alla fonte è stato recuperato e verificato in tempo reale il 21 settembre 2026 e viene ricontrollato dal sistema di verifica dei link esterni che opera su questo sito.