La maggior parte delle tecniche di stima richiede un numero. Il metodo “T-shirt sizing” pone invece innanzitutto una domanda più semplice: questa attività è piccola, media o grande rispetto al lavoro circostante? Questo compromesso, che sacrifica la precisione a favore della rapidità, ne costituisce il punto centrale. È la tecnica a cui ricorrere quando si ha una mole di lavoro da sbrigare e si necessita di una sua valutazione approssimativa entro i prossimi dieci minuti, non di una stima in story point che si dovrebbe difendere durante la pianificazione dello sprint.

Quali sono le taglie delle magliette

La classificazione delle taglie delle magliette avviene tramite stima relativa senza l’uso di numeri. Anziché chiedersi «a quanti punti corrisponde questa?», il team assegna a ciascun capo l’etichetta XS, S, M, L o XL, valutandolo rispetto agli altri capi che ha davanti. Una M è una M perché è chiaramente più grande di quella S e chiaramente più piccola di quella L, non perché corrisponda a un determinato numero di ore o di punti.

Si tratta di una caratteristica, non di una scorciatoia. I numeri danno adito a discussioni fuorvianti, come il dibattito «è un 3 o un 5?», che consuma le riunioni di perfezionamento. Le taglie sono sufficientemente generiche da evitare quasi del tutto tali discussioni: le persone concordano molto più rapidamente sul fatto che «quella è una Large» piuttosto che sul numero specifico a cui corrisponde una Large. Si perde in granularità ma si guadagna in velocità, e nelle prime fasi della pianificazione la velocità è proprio ciò di cui si ha effettivamente bisogno.

Il problema è quello comune a tutte le tecniche di questo tipo. Una misura ha senso solo se il team condivide un punto di riferimento comune. Concordate apertamente, all’inizio della sessione, su un riferimento per «Piccolo» e uno per «Grande», altrimenti le dimensioni finiranno per divergere: la «M» di una persona sarà la «L» di un’altra e, alla fine, il backlog risulterà ordinato in base a cinque criteri personali anziché a uno condiviso.

Quando utilizzarlo (e quando è preferibile ricorrere al “planning poker”)

Ecco la situazione, in parole povere: le taglie delle magliette sono pensate per la forma fisica e la velocità, non per l’impegno nello sprint.

Ricorri a questo approccio quando il lavoro è ancora agli inizi e presenta molte difficoltà. Un backlog appena aggiornato che nessuno ha ancora valutato in termini di dimensioni. Una roadmap trimestrale in cui la dirigenza deve sapere se un’iniziativa è di tipo “Small” o “Extra Large” prima ancora che qualcuno rediga una specifica. Una prima analisi di cinquanta voci per individuare quelle che sono chiaramente troppo grandi e devono essere suddivise. In tutti questi casi sono necessari una copertura completa e slancio, e una stima approssimativa delle dimensioni per ciascuna voce è esattamente il segnale necessario.

Ricorrete invece al planning poker quando le storie sono a breve termine e stanno per essere inserite nel backlog. A quel punto non state cercando di suddividere il backlog in gruppi, ma di costruire una comprensione condivisa di una storia specifica prima che il team si impegni a realizzarla. La meccanica voto privato e poi rivelazione porta alla luce il disaccordo che il sistema delle taglie delle magliette tende a smussare, e in prossimità della fine di uno sprint tale disaccordo rappresenta l’elemento più prezioso nella sala. Una «L» silenziosa che nasconde una grave incognita va bene in una roadmap, ma è pericolosa in uno sprint.

Pertanto, le due tecniche non sono in contrapposizione: si collocano a distanze diverse dalla consegna. Il metodo T-shirt si occupa del passaggio iniziale, ampio e approssimativo. Il Planning Poker si occupa invece di quello finale, mirato e accurato.

Come organizzare una sessione di misurazione delle taglie delle magliette

La sessione è volutamente breve. Cinque passaggi:

  1. Stabilite la scala. Decidete quali tag utilizzare (di solito si va dalla XS alla XL; alcuni team utilizzano solo S, M e L) e, cosa fondamentale, concordate due punti di riferimento: una tag Small di riferimento che tutti riconoscano e una tag Large di riferimento che tutti riconoscano. Questi due capi fungono da punto di riferimento per l’intera sessione.
  2. Confrontare le dimensioni con i punti di riferimento. Prendete ogni articolo rimanente e posizionatelo rispetto ai due punti di riferimento. La domanda non è mai «quanto è grande questo, in astratto?», ma «è più vicino alla nostra taglia Small o alla nostra taglia Large?».
  3. Lavorate velocemente e lasciate che la trama grossolana vi aiuti. Non esitate troppo tra taglie vicine. Se un capo sembra rientrare nella taglia S o M, il fatto che sia difficile stabilirlo significa che la differenza non è ancora molto rilevante. Inseritelo e andate avanti.
  4. Concentratevi esclusivamente sui punti di disaccordo. Laddove le opinioni coincidono, non c’è nulla di cui discutere: prendetene atto e andate avanti. Dedicate il tempo a disposizione della riunione solo agli argomenti su cui le opinioni divergono realmente, poiché tale divergenza rappresenta una vera e propria differenza di comprensione che vale la pena mettere in luce.
  5. Contrassegnare gli XL come da suddividere. Qualsiasi elemento classificato come XL rappresenta solitamente un segnale, non una stima. Si tratta di un elemento troppo ampio per poterlo pianificare con sicurezza ed è un candidato ideale per essere suddiviso in storie più piccole prima ancora di essere preso in considerazione per uno sprint.

Come convertire le dimensioni in punti storia

Questo è il punto in cui i team spesso si bloccano, ed è opportuno essere precisi al riguardo. Ad un certo punto, le stime iniziali e approssimative devono trasformarsi in qualcosa su cui sia possibile pianificare uno sprint, e una mappatura chiara è l’elemento più utile che si possa fornire al team.

T-shirt sizes mapped to story points A rough band, not a fixed formula XS S M L XL 1 2 3-5 8 13+ rough story points L and XL are usually a signal to split, not a number to commit
Una mappatura vi permette di individuare il quartiere giusto. Il “planning poker” stabilisce il numero esatto.
Taglia della magliettaPunti salienti della trama (in bozza)Cosa significa solitamente
XS1Una questione banale e ben nota, che si risolve in un’ora o due
S2Piccolo e chiaro, senza vere e proprie incognite
Mda 3 a 5Una storia normale con alcuni elementi in evoluzione
L8Importante o incerto, un candidato che potrebbe dividere l’opinione pubblica
XL13 o piùTroppo ampio per essere definito, da suddividere prima della pianificazione dello sprint

A tale tabella si accompagnano due avvertenze. Innanzitutto, si tratta di un intervallo di riferimento, non di una formula fissa. Le taglie delle magliette sono volutamente approssimative, per cui la stessa taglia L può in realtà corrispondere a un 5 o a un 8 se si osserva con attenzione; la mappatura vi porta nella direzione giusta, mentre il “planning poker” stabilisce il numero esatto. In secondo luogo, e questo è il punto cruciale: non utilizzate la mappatura per saltare la rivalutazione. Le dimensioni rappresentavano una rapida valutazione intuitiva dell’intero backlog. Per qualsiasi story in procinto di entrare in uno sprint, ri-stimatela con gli story point in modo adeguato, utilizzando la dimensione solo come controllo di plausibilità. Se la dimensione indicava L e il team le assegna un 2, tale discrepanza è motivo di discussione, non un errore di arrotondamento.

Poiché le taglie non sono sommabili (una S più una M non fa una L), non è possibile sommarle per ottenere un valore numerico che indichi la velocità. Questo è il limite invalicabile di questa tecnica: le magliette definiscono la forma, mentre gli story point forniscono un valore numerico da cui è possibile ricavare la velocità. Mantenete distinti questi due aspetti e siate onesti in entrambi i casi.

Un esempio dettagliato, dall’inizio alla fine

Supponiamo che un team si riunisca con un backlog aggiornato composto da sei elementi e dieci minuti a disposizione.

In primo luogo vengono selezionati due punti di riferimento: “aggiornare l’anno di copyright nel piè di pagina” costituisce il punto di riferimento “Piccolo”, mentre “ristrutturare il flusso di checkout” costituisce il punto di riferimento “Grande”. Tutto il resto viene dimensionato in base a questi due.

  • Aggiungere un tooltip all’icona delle impostazioni: chiaramente in prossimità della modifica al piè di pagina. XS.
  • Aggiungere la verifica dell’indirizzo e-mail al modulo di registrazione: una soluzione discreta e di facile comprensione, che vada un po’ oltre il semplice tooltip. S.
  • Creare un’esportazione in formato CSV per i report: una procedura di routine, alcuni passaggi da seguire, nessuna incognita preoccupante. M.
  • Aggiungere l’SSO tramite un nuovo provider di identità: si tratta di un’operazione complessa e nessuno sa con certezza come si comporti l’API del provider. Due persone sostengono che sia L, una sostiene che sia XL. Tale disaccordo dà luogo a una discussione di due minuti, che fa emergere la vera questione (si tratta di un singolo provider o di un framework SSO generico?) e si concorda su L, con l’indicazione di suddividerlo.
  • Migrare il database di reportistica: tutti passano autonomamente a XL, pertanto non vi è nulla da discutere se non il fatto che sia troppo grande e debba essere suddiviso prima che qualcuno si impegni a utilizzarlo.
  • Correggere un errore di battitura in un messaggio di errore: XS, senza ulteriori discussioni.

Sei elementi, valutati in pochi minuti, con i due che presentavano effettiva incertezza contrassegnati per un’analisi più approfondita. Il team ora conosce la composizione del backlog: per lo più elementi di piccole dimensioni, un elemento di grandi dimensioni da suddividere e uno di dimensioni extra-grandi che in realtà è un’epic mascherata da story. La prossima settimana, quando la parte superiore di quel backlog sarà stata perfezionata e pronta per essere inserita in uno sprint, il team rivaluterà tali elementi a breve termine utilizzando il planning poker e lascerà che la velocità si sviluppi a partire dai punti ottenuti. Per una visione più ampia di come il sistema di classificazione “t-shirt” si collochi tra le alternative disponibili, si veda il confronto tra le tecniche di stima.

Effettuate insieme la stima in TeamRetro

La valutazione delle dimensioni con il metodo T-shirt funziona al meglio quando tutti assegnano i valori contemporaneamente e si possono individuare le divergenze a colpo d’occhio. Lo strumento di stima di TeamRetro gestisce l’intera sessione in un unico posto: si assegnano le taglie in team, si rivelano i risultati insieme e si discute solo sui punti di divergenza, per poi passare al planning poker libero con i story point quando le storie a breve termine sono pronte per essere confermate. Definire le linee guida in anticipo, confermare in un secondo momento, il tutto su un’unica bacheca condivisa.

Domande frequenti

In che consiste la classificazione “T-shirt” nell’agile?

La classificazione “T-shirt” è una tecnica di stima relativa in cui il team assegna a ciascun elemento di lavoro una taglia (XS, S, M, L o XL) anziché un numero. Si tratta di una rapida valutazione intuitiva di quanto un’attività risulti grande rispetto a quelle circostanti, non di una misurazione in termini di ore o story point. Poiché le classificazioni sono approssimative, la sessione procede rapidamente, il che la rende particolarmente adatta alle fasi iniziali di perfezionamento e alla pianificazione della roadmap, in cui è necessaria una visione d’insieme approssimativa piuttosto che la precisione.

Come si convertono le taglie delle magliette in story point?

Concordate una semplice corrispondenza all’interno del team, ad esempio XS a 1, S a 2, M a 3 o 5, L a 8 e XL a 13 o più; successivamente, rivalutate le storie a breve termine utilizzando il Planning Poker, anziché affidarvi alla conversione. Considerate la mappatura come un punto di partenza, non come una formula fissa: una taglia di maglietta rappresenta un intervallo approssimativo, pertanto la stessa L può corrispondere a 5 o a 8 a seconda della storia. La conversione serve a trasformare un backlog classificato per taglia in qualcosa su cui poter pianificare, non a produrre un numero definitivo a cui vincolare uno sprint.

Quando è opportuno utilizzare la classificazione “T-shirt” anziché il “planning poker”?

Utilizzate il metodo delle “magliette” quando dovete valutare rapidamente e in modo approssimativo un gran numero di attività: un backlog appena creato, una roadmap trimestrale o una prima stesura prima che il tutto venga perfezionato. Utilizzate il “planning poker” quando le storie sono a breve termine e stanno per entrare in uno sprint, poiché è in quel momento che avete bisogno della comprensione condivisa e dell’evidenza dei disaccordi che una discussione basata sul voto segreto seguito dalla rivelazione dei risultati produce. Le magliette servono per definire la struttura e la velocità; il “planning poker” serve per definire l’impegno.

È possibile misurare la velocità utilizzando le taglie delle magliette?

No. La velocità è una media dei punti storia completati per sprint, mentre le taglie delle magliette sono categorie, non numeri: una S più una M non equivalgono a una L, quindi le taglie non possono essere sommate in un totale per sprint. Se si crea una tabella di conversione per costringerle a sommarsi, si finisce per reinventare i punti storia con un passaggio in più. Inizialmente, classifichi il lavoro con le taglie delle magliette per definirne la struttura, quindi rivaluti le storie a breve termine in termini di punti e misuri la velocità sulla base di questi ultimi.

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