Il Planning Poker è una delle tante tecniche di stima disponibili e non è sempre quella più adatta. Ogni tecnica comporta un compromesso: velocità in cambio di precisione, ampiezza in cambio di approfondimento, un numero in cambio di una discussione. La tecnica che scegliete rappresenta, in realtà, la modalità di fallimento con cui avete deciso di poter convivere.

Panoramica delle tecniche

TecnicaIdeale perRisultatoTempo per articolo
Planning Poker5–20 racconti ben elaboratiPunti di storia (numerici)2–5 min
Taglie delle maglietteMiglioramenti iniziali, definizione della roadmapXS–XL (categoriale)30–60 sec
Sistema a secchielloDeterminare rapidamente la taglia di oltre 50 articoliPunti di storia (numerici)10–20 secondi
Mappatura di affinitàDeterminare l’entità di un nuovo portafoglio ordini partendo da zeroRaggruppamenti relativi → punti5–15 secondi
Stima magicaArretrati di lunga data e ben notiPunti di storia (numerici)10–20 secondi
Votazione a puntiDefinizione delle priorità, non stimaConteggio dei voticirca 10 sec

Planning Poker

La scelta giusta quando si ha un backlog ben definito e si ha bisogno di una visione condivisa, non solo di un numero. La meccanica voto privato e poi rivelazione mette in luce i disaccordi che altre tecniche tendono a mascherare.

Fallisce quando le storie non sono pronte. Il Planning Poker è il metodo più lento tra tutti, e le storie non ben definite trasformano tale lentezza in una riunione di perfezionamento malamente mascherata da stima. Se le carte vanno da 3 a 13, non si tratta di un problema di stima, bensì di una storia non suddivisa.

Taglie delle magliette

XS, S, M, L, XL. Più veloce del “planning poker” poiché si è ridotto il livello di dettaglio. È una pratica comune nelle fasi iniziali di perfezionamento, nelle discussioni relative al prodotto e alla leadership, nonché nei team che hanno deliberatamente abbandonato la valutazione numerica.

Il sistema fallisce quando qualcuno al di fuori del team ha bisogno di un valore di velocità. I “T-shirt” non tornano, e nel momento in cui si crea una tabella di conversione sul wiki per farli quadrare, si finisce per reinventare gli story point aggiungendo ulteriori passaggi.

Sistema a secchiello

Il team inserisce gli elementi in contenitori pre-etichettati (1, 2, 3, 5, 8…) seguendo un protocollo rapido di “passa e discuti”: una persona posiziona un elemento, la successiva può spostarlo, e così via. Dopo pochi minuti, i contenitori rappresentano le stime.

Non funziona quando gli elementi presentano caratteristiche sconosciute, non solo dimensioni diverse. I “cestini” funzionano perché il loro utilizzo è quasi istintivo; tutto ciò che richiede una vera e propria discussione viene inserito nel “cestino” sbagliato e vi rimane.

Votazione a punti

A ciascuno viene assegnato un numero fisso di punti, che va attribuito agli elementi a cui tiene di più. Non si tratta di una stima, bensì di una definizione delle priorità; tuttavia, questa pratica viene spesso confusa con la stima, tanto da rendere opportuno precisarne la natura.

Si verifica un errore quando qualcuno interpreta il conteggio dei punti come quanto è grande anziché quanto è richiesto. Il risultato e la domanda non corrispondono, e utilizzare l’uno al posto dell’altro comporta un elenco di elementi in sospeso pieno di articoli piccoli ma popolari e di articoli grandi che nessuno possiede.

Mappatura di affinità

Il team raggruppa le storie in pile in base alla somiglianza in termini di impegno richiesto — senza assegnare etichette — quindi assegna alle pile (1, 2, 3, 5, 8…) un ordine relativo una volta che tutto è stato raggruppato. L’idea di fondo consiste nel raggruppare prima e assegnare i numeri solo alla fine: quando si arriva all’assegnazione dei numeri, l’ordine relativo è già stato stabilito, quindi la discussione su ogni singola storia — si tratta di un 3 o di un 5? — non ha mai inizio. È un metodo veloce e, nell’evitare l’effetto di ancoraggio, è efficace quasi quanto il planning poker.

Cards grouped on a wall into rough size clusters, smaller on the left, larger on the right smaller bigger 1 2 5 13 ? sort first… numbers come last
I numeri arrivano solo dopo l’ordinamento. L’ordinamento è la conversazione.

Si fallisce quando i membri del team non riescono a vedere le pile degli altri. La mappatura delle affinità si basa su una lavagna o un tabellone condiviso; se la si esegue da remoto con uno strumento che offre una scarsa percezione spaziale, i partecipanti tendono a orientarsi verso chi si posiziona per primo — proprio il fallimento che si intendeva evitare.

Stima magica

La stima “magica” è la versione più decisa dell’affinità: si discute solo laddove il team non è d’accordo. Ognuno assegna silenziosamente ogni story a una categoria di dimensione ben definita, e le uniche story oggetto di una vera e propria discussione sono quelle per cui le assegnazioni divergono. Le story su cui il team ha raggiunto un consenso tacito mantengono tale consenso come proprio valore numerico.

Quella scommessa — secondo cui un accordo tacito è un vero e proprio accordo — è all’origine sia della rapidità che della modalità di fallimento. Quando regge, è la tecnica più veloce che produca comunque risultati concreti: un backlog di 50 piani valutato in mezz’ora. Quando invece non regge, il team assegna all’unanimità un 5 a una story che in realtà era segretamente un mix di 3 e 8, e nessuno se ne accorge fino al termine dello sprint.

Utilizzatelo per i backlog di lunga durata che il team conosce già bene, per le revisioni a livello di roadmap e per gli esercizi di ridefinizione degli obiettivi. Evitatelo per le storie in procinto di entrare in uno sprint o con un nuovo team che non ha ancora sviluppato un modello condiviso: in questi casi, il silenzio nasconde proprio il disaccordo di cui avreste bisogno di essere a conoscenza.

#NoEstimates

Alcuni team tralasciano del tutto la stima dei punti storia. La scommessa è questa: se ogni storia viene suddivisa in parti di dimensioni più o meno uguali — di solito “realizzabili in un giorno o due” — è possibile fare previsioni contando il numero di storie per sprint. Funziona, ma solo se il processo di raffinamento è davvero così preciso. Si tratta di un percorso graduale, non di una scorciatoia.

Fallisce quando le dimensioni delle storie variano e nessuno se ne accorge. L’intero approccio si basa sull’uniformità delle storie; in assenza di un dialogo sulla stima, il segnale che indicano che hanno smesso di essere uniformi non emerge mai. Il team che “non effettua stime” di solito le effettua in modo implicito, e in modo inadeguato.

La combinazione delle tecniche nella pratica

I team maturi non ne scelgono uno per sempre; cambiano a seconda della situazione:

  • Magliette durante la pianificazione trimestrale della roadmap.
  • Mappatura delle affinità, stima approssimativa o raggruppamento in categorie durante una lunga fase di perfezionamento del backlog.
  • Planning Poker durante la pianificazione dello sprint, quando le storie in cima al backlog richiedono una comprensione comune effettiva prima che qualcuno si impegni.

Scegliete la tecnica il cui fallimento siete disposti ad accettare in questo trimestre — non quella che figurava nella presentazione dell’agile coach.

Domande frequenti

Quali sono le principali tecniche di stima agile?

Tra i metodi più diffusi figurano il “planning poker”, il “T-shirt sizing”, il “bucket system”, l’“affinity mapping”, la “magic estimation” e — per la definizione delle priorità piuttosto che per la stima delle dimensioni — il “dot voting”. Alcuni team adottano inoltre l’approccio #NoEstimates, effettuando previsioni contando le storie di uguali dimensioni anziché assegnando loro un punteggio.

Qual è la migliore tecnica di stima agile?

Non esiste una tecnica migliore in assoluto; ognuna presenta i propri limiti. Il Planning Poker è lento ma favorisce la comprensione condivisa; il metodo delle magliette e dei secchi è veloce ma approssimativo; l’affinità e la stima magica sono veloci in presenza di backlog di grandi dimensioni ma nascondono i disaccordi. Scegliete la tecnica il cui tipo di insuccesso potete permettervi di affrontare nel contesto del lavoro che avete davanti.

Che cos’è la stima dell’affinità?

La stima per affinità consiste innanzitutto nel raggruppare le storie in pile più grandi e più piccole, senza attribuire alcun valore numerico, per poi assegnare un’etichetta alle pile solo alla fine. Il punto fondamentale sta proprio nel fissare i valori numerici per ultimi: quando questi vengono definiti, l’ordine relativo è già stato stabilito, quindi non si innesca mai la discussione relativa al singolo caso. Questo metodo è adatto alla valutazione iniziale delle dimensioni del backlog, non all’impegno per lo sprint.

Che cos’è la stima magica?

Nella stima “magica”, il team assegna silenziosamente ogni story a una categoria di dimensione, e solo le story per le quali le assegnazioni divergono vengono oggetto di una discussione approfondita. L’ipotesi è che un accordo silenzioso equivalga a un vero e proprio accordo — il che rende questo metodo molto veloce nel caso di un backlog ben compreso, ma una scelta poco indicata per le story che stanno per entrare in uno sprint.

Qual è la differenza tra il “planning poker” e il sistema di classificazione “T-shirt”?

Il Planning Poker genera story point numerici attraverso votazioni riservate e discussioni, pertanto è più lento ma mette in luce eventuali disaccordi. Il sistema delle taglie delle magliette (da XS a XL) riduce il livello di dettaglio a vantaggio della velocità, il che si adatta bene alle fasi iniziali di perfezionamento e alla definizione della roadmap; tuttavia, le taglie delle magliette non sono sommabili, pertanto non possono fornire un valore di velocità.