Le persone non sono brave a valutare “quanto tempo ci vorrà”. Sono invece brave a chiedersi “è più grande di quello che avete già consegnato?”. La stima relativa si basa proprio su questa seconda domanda, ed è proprio questo il segreto.

La stima assoluta richiede l’indicazione di una durata — e, com’era prevedibile, noi esseri umani non siamo molto bravi in questo. Arrotondiamo in modo ottimistico, trascuriamo l’effetto cumulativo e dimentichiamo gli aspetti nascosti. La stima relativa richiede invece un confronto, e in questo siamo sorprendentemente bravi: riusciamo a valutare le dimensioni mettendole fianco a fianco senza doverci impegnare su un numero specifico di ore.

Perché la stima relativa funziona

Il Planning Poker sfrutta tale asimmetria. La storia di riferimento funge da punto di riferimento per il team, e il nuovo lavoro viene valutato in relazione ad essa: più grande, più piccolo, molto più grande, più o meno uguale. La scala dei punti non è una scala di durata, bensì una scala di intervalli di confronto. Ecco perché gli intervalli sono non uniformi: la precisione è reale per le dimensioni ridotte e diventa deliberatamente più approssimativa per quelle grandi, poiché è così che si comporta effettivamente la certezza.

La proprietà che ne deriva è la stabilità. Poiché una stima relativa è legata al lavoro piuttosto che alla velocità di una persona, essa rimane valida anche quando la composizione del team cambia: la dimensione della story rimane la stessa indipendentemente da chi se ne occupi. È il ritmo con cui il team consegna storie di quelle dimensioni a variare, ed è proprio questo che la velocità serve a monitorare.

Perché le squadre puntano comunque all’assoluto?

Le parti interessate chiedono: «Quando sarà pronto?». Si tratta di una domanda in termini assoluti e il team si sente in dovere di rispondere in termini assoluti. La mossa giusta consiste nel tradurre il concetto a livello di team — attraverso la velocità, non tramite stime della durata per singola storia. La velocità fornisce una data che tiene già conto della variabilità intrinseca del team; una stima in ore per ogni story fornisce invece una data che finge che tale variabilità non esista, il che rappresenta la trappola della conversione sotto altre vesti. Per quanto riguarda l’aspetto della capacità in questa stessa traduzione, si veda la pianificazione della velocità e della capacità.

Stima dell’affinità: relativa su larga scala

Per una prima analisi dell’intero backlog, la stima per affinità è una stima relativa effettuata in blocco: si trascinano le storie in gruppi di dimensioni simili tramite confronto, senza l’utilizzo di schede. È più veloce del planning poker e fornisce risultati meno precisi, il che la rende un’ottima fase preliminare al perfezionamento, prima che il team definisca correttamente le dimensioni del lavoro a breve termine. È una delle numerose tecniche di stima che si basano sul confronto piuttosto che sul tempo.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra stima relativa e stima assoluta nell’ambito dell’agile?

La stima assoluta attribuisce a un’attività una durata specifica — in ore o in giorni. La stima relativa mette a confronto un’attività con altre e ne valuta l’entità su una scala astratta, come gli story point, senza fissare una durata precisa. La stima relativa è più rapida e si rivela più affidabile, poiché le persone sono in grado di valutare bene i confronti, mentre hanno difficoltà a valutare correttamente il tempo in termini assoluti.

Che cos’è la stima relativa nell’agile?

La stima relativa valuta l’entità di un’attività confrontandola con una storia di riferimento già realizzata dal team — più grande, più piccola, più o meno uguale — anziché prevedere il numero di ore necessarie per il suo completamento. Gli story point e il planning poker sono i metodi più comunemente utilizzati dai team a tal fine.

Perché la stima relativa è preferibile alla stima in ore?

Questo perché le persone non sono affidabili quando si tratta di tempi assoluti, ma sono sorprendentemente brave nei confronti. La stima relativa evita di basarsi sulla voce più forte e sul pregiudizio legato all’anzianità che le stime in ore comportano e — grazie alla velocità — fornisce comunque una data quando qualcuno ne ha bisogno.

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